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venerdì 8 gennaio 2021

Alla scoperta dei vulcani - fonte sito ingv.it

Il sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia costituisce senz'altro una fonte di informazioni affidabili sui vulcani italiani e non solo. 
In questo articolo, troverai una riposta sintetica alle domande più frequenti che sorgono quando si parla di vulcani:
- Cos'è un vulcano?
- Come si formano i vulcani?
- Dove si formano i vulcani?
- Cos'è il magma e come si forma?
- Che temperatura può raggiungere il magma?
- Qual è la temperatura della lava?
- Che velocità può raggiungere una colata lavica?
- Perché i vulcani a volte eruttano  in maniera esplosiva e a volte no?
Per leggere direttamente dal sito dell'INGV l'articolo divulgativo intitolato "Alla scoperta dei vulcani", clicca qui.  

Seguono le domande più frequenti riguardo ai vulcani in generale

Ogni domanda è seguita dalla sua risposta sintetica "in tre righe" come appare sul sito ufficiale. Se vorrai approfondire, ti basterà cliccare sul link "approfondimento" e sarai reindirizzato al sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Cos’è un vulcano?

IN TRE RIGHE

I vulcani sono elementi del paesaggio che si formano dove il magma raggiunge la superficie, risalendo lungo fratture della crosta terrestre, e viene eruttato sotto forma di lava, o come una miscela di gas, ceneri ed altri frammenti vulcanici. L’accumulo dei materiali eruttati attorno al centro di emissione può formare un edificio vulcanico, il cui aspetto dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche dei materiali emessi e dal sistema di alimentazione, ovvero dalla forma e posizione dei condotti eruttivi.

APPROFONDIMENTO

Come si formano i vulcani?

IN TRE RIGHE

I vulcani sono elementi del paesaggio che si formano dove il magma raggiunge la superficie, risalendo lungo fratture della crosta terrestre, e viene eruttato sotto forma di lava, o come una miscela di gas, ceneri ed altri frammenti vulcanici. L’accumulo dei materiali eruttati attorno al centro di emissione può formare un edificio vulcanico, il cui aspetto dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche dei materiali emessi e dal sistema di alimentazione, ovvero dalla forma e posizione dei condotti eruttivi.

APPROFONDIMENTO

Dove si formano i vulcani?

IN TRE RIGHE

Perché un vulcano si possa formare deve esserci disponibilità di magma nel sottosuolo e condizioni favorevoli alla sua risalita verso la superficie. La distribuzione geografica dei vulcani mostra che questo accade lungo i margini delle placche tettoniche e in corrispondenza dei cosiddetti punti caldi.

APPROFONDIMENTO

Cosa è il magma e come si forma?

IN TRE RIGHE

Il magma è una miscela di roccia fusa, ad altissima temperatura (fino a 1600 °C), composta da proporzioni variabili di fasi minerali (principalmente silicati), cristalli e gas. Il magma si forma in profondità per fusione di rocce della crosta o del mantello terrestre. Può risalire fino alla superficie, causando un’eruzione vulcanica, o solidificarsi in profondità, formando rocce intrusive come i graniti.

APPROFONDIMENTO

Che temperatura può raggiungere il magma?

La temperatura del magma non si misura direttamente, ma può essere ricostruita in laboratorio. Qui, campioni rappresentativi delle diverse rocce vulcaniche vengono riportati alle condizioni di pressione e temperatura tipiche dell’ambiente magmatico e si può osservare a quale temperatura il campione fonde. Grazie a queste analisi sappiamo che le temperature dei magmi variano, a seconda della loro composizione, fra i 650°C (per i magmi riolitici, ricchi in silice) e i 1600°C (per alcuni magmi rari, detti komatiti, particolarmente ricchi in magnesio e poveri in silice).

Qual è la temperatura della lava?

IN TRE RIGHE

La temperatura della lava al momento dell’eruzione varia a seconda della composizione. Misure dirette indicano che può variare fra i 500 e i 1200°C.

APPROFONDIMENTO

Che velocità può raggiungere una colata lavica?

Vicino alla bocca eruttiva, una colata di lava può muoversi anche a diversi chilometri all’ora; tuttavia al contatto con l’ambiente esterno, la lava si raffredda rapidamente in superficie formando una crosta che rallenta l’avanzamento della colata. Così già a pochi chilometri dalla bocca eruttiva, la colata lavica si muove ad una velocità di poche decine di metri all’ora.

La velocità di una colata dipende da diversi fattori fra cui il tasso di alimentazione, cioè la velocità alla quale la lava viene eruttata, la composizione della lava e la sua temperatura (dalle quali dipende la viscosità della lava e quindi la sua capacità di scorrere) e non ultima la pendenza del terreno su cui la lava scorre.

Perché i vulcani a volte eruttano in maniera esplosiva e a volte no?

IN TRE RIGHE

Lo stile eruttivo di un vulcano dipende dalle caratteristiche del magma e dalla velocità alla quale viene eruttato (tasso eruttivo). L’elemento principale che determina l’esplosività di un’eruzione è la quantità in gas disciolto nel magma (principalmente vapore acqueo e anidride carbonica).  

APPROFONDIMENTO

martedì 15 gennaio 2013

Notizie attività dello Stromboli



Per avere sempre le ultime notizie riguarda l'attività dello Stromboli, puoi consultare i communicati dell'INGV cliccando qui.


L'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) monitora in permanenza lo Stromboli, il vulcano situato nel arcipelago delle Eolie che attualmente ha raggiunto un'attività parossistica. Lo Stromboli e la sua attività di tipo stromboliano è uno dei vulcani più emblematici e più attivi del pianeta.
In effetti da alcuni giorni si osserva un'attività significativa in costante evoluzione che preoccupa.
Per adesso si sono registrati 23 eventi sismici con a momenti si sono associati a frane lungo la "Sciara del Fuoco" sul pendice occidentale dell'edificio vulcanico.
La sezione di Napoli dell"INGV tiene sotto osservazione il vulcano e segnala un continuo segnale di frana con un tremore che si aggira su valori medio-alti in tendente diminuzione.
Le esplosioni invece sono abbastanza violenti.
Oggi si è tenuta in prefettura a Messina, una riunione di coordinamento cui hanno partecipato il sindaco di Lipari, dirigenti dei vigili del fuoco, della protezione civile e della guardia costiera. E' stato stabilito di "tenere costantemente informati i residenti dell'Isola le cui abitazioni si trovino a distanza dalla battigia tale da esporli a rischio nell'eventualità di onde anomale che potrebbero essere sollevate da distacchi di materiale roccioso dal fianco del vulcano, nonché di intensificare l'attività di osservazione e monitoraggio delle attività in corso". Al momento è molto temuto proprio il verificarsi di tsunami come avvenne nel 2003, con conseguenze materialmente dannose in località Ficogrande.

lunedì 5 aprile 2010

Visitare i vulcani attivi delle Eolie, focus Vulcano


Il Gran Cratere della Fossa di Vulcano si presenta alla vista dei visitatori con un'attività essenzialmente fumarolica, non si avverte invece una volta giunti sull'isola più meridionale delle Eolie, della sua attività micro-sismica che è stata più significativa del solito a partire della fine dell'anno 2009.  Sul sito dell'INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia, si può leggere questo rapporto:
"A partire dagli ultimi giorni del mese di settembre 2009 è stato registrato un aumento nel numero delle micro-scosse caratteristiche dell’area del Gran Cratere di Vulcano, legate alla dinamica dei fluidi che interessano i condotti di alimentazione del campo fumarolico del cono di Vulcano.
Dopo il picco massimo di accadimento osservato nella giornata del 25 ottobre, il fenomeno ha mostrato un graduale rientro e attualmente (Marzo 2010) non si osservano anomalie. Le misure di deformazione del suolo non rilevano alcuna variazione. Fasi di incremento temporaneo dell’attività microsismica a Vulcano, come quella recentemente verificatasi e attualmente in fase di decremento, sono state registrate anche nel recente passato senza comportare sostanziali modifiche nell’attività vulcanica."
Tenere sotto controllo l'areale del Porto che include la Caldera del Porto dove nacque il Gran Cratere della Fossa 5000 anni fa circa e dove sono siti i fanghi termali e le fumarole in riva, nella località di Porto di Levante, costituisce un monitoraggio importantissimo da parte dell'INGV considerando che il vulcano dormiente è caratterizzabile dalla sua attività di tipo vulcaniano, sarebbe a dire una attività fortemente esplosiva che rappresenta per fortuna un rischio minore per gli abitanti e turisti in quanto è preceduta da terremoti di intensità crescente per un periodo di più di una settimana, mentre risalirebbe in superficie terrestre il magma dalla camera magmatica situata a diversi km sotto il livello del mare.

osservazione geochimica - monitoraggio temperatura delle fumarole

Possiamo quindi essere tranquilli fine a quando il vulcano vorrà regalarci uno spettacolo grandioso che gli scienziati saranno felice di studiare per capire sempre meglio la personalità di uno dei vulcani più emblematici del pianeta terra.

cratere della Fossa di Vulcano dalla penisola di Vulcanello

La fitta rete di monitoraggio sull'isola e l'Osservatorio di Geofisica situato a Lipari, nonché l'Osservatorio Vesuviano di concerto con le più importanti sedi universitari di Sicilia e d'Italia peninsulare, continuano ad osservare i segni di risveglio probabile di un vulcano che comunque è da considerarsi attivo a tutti gli effetti anche se per il profano, attualmente non vi sono segni evidenti a parte le fumarole, per attestare di questa singolare sua attività.

fumarole e vista di crateri minori dell'edificio vulcanico di Vulcano

Durante questa stagione, ti consiglio di visitare l'isola di Vulcano, di soggiornarci in tranquilità per apprezzare la bellezza che la natura ti offre con ironia e di salire sul bordo del cratere con prudenza per avvistare la zone di maggiore emissione fumarolica da una distanza ragionevole.

turisti che effettuano il periplo attorno al cartere principale, zona interessata da un'intensa attività fumarolica

Se soggiornerai a Vulcano, oltre a vivere un'esperienza alquanto speciale, potrai recarti sulle altre isole e ammirare gli giacimenti di pomice e di ossidiana di Lipari, avvicinare le fumarole vicino all'isolotto di Bottaro nel mare di Panarea e naturalmente anche visitare i centri isolani di Stromboli dove si abbracciano il bianco delle case, il nero dei prodotti vulcanici che formarono le spiagge, il verde della lussureggiante vegetazione e i bellissimi fiori in questa primavera.

micro-cristallizzazione di zolfo alla fuoriuscita di una fumarola


tipica vegetazione che popola i crateri spenti dell'edificio di Vulcanello, genista tyrrhena e spartium junceum in primavera. La ginestra rappresenta una delle piante più significative dei rilievi vulcanici

A Stromboli, è fortemente consigliata la scalata di 3 ore che con una guida autorizzata, ti porterà ad emozionarti davanti allo spettacolo delle eruzioni esplosive che caratterizzano quest'altro vulcano delle Eolie.

tipica spiaggia nera dell'isola di Stromboli

L'attività di tipo vulcaniano del Gran Cratere della Fossa e l'attività di tipo stromboliano dello Stromboli ti resteranno nel cuore per sempre e avrai conosciuto uno dei siti più belli della World Heritage List dell'Unesco.

veduta del versante sud-orientale del Gran Cratere della Fossa di Vulcano e delle isole di Panarea e Stromboli

Se pensi di recarti alle Eolie per trascorrere le tue prossime vacanze naturalistiche, tra vulcani e mari eoliani, puoi lasciare qui un commento e chiedere ulteriori informazioni.

sabato 7 novembre 2009

L'Etna s'è svegliato ieri sera!


Dopo diversi mesi di tranquillità, il vulcano attivo più alto d'Europa, ha ripreso a regalarci spettacoli pirotecnici con un'attività di tipo stromboliano!
Aggiornamento sull’attività dell’Etna
7 novembre 2009 ore 9:20 locali Sonia Calvari
Nella serata del 6 novembre, a partire dalle 20:24 GMT (21:24 locali) la rete di telecamere di monitoraggio dell’INGV – sezione di Catania ha iniziato a registrare sulla sommità dell’Etna bagliori sempre più marcati ed intensi che provenivano dal basso fianco orientale del Cratere di SE, riconducibili ad attività esplosiva di tipo stromboliano. L’attività esplosiva è proseguita con intensità variabile fino alla mattina del 7 novembre, ed è tuttora in atto. Le prime immagini della mattina hanno mostrato che l’attività esplosiva proveniva da una
bocca posta all’interno della depressione che incide il fianco orientale del Cratere di SE. E’ stata anche osservata una debole emissione di cenere che accompagnava l’attività esplosiva. Si trattava di cenere molto diluita, che si espandeva poche decine di metri sopra la bocca e veniva rapidamente dispersa dal vento.
Al momento è in atto un sopralluogo diretto in area sommitale con l’ausilio di telecamere termiche.
Eventuali variazioni dell’attività eruttiva verranno prontamente comunicate.
Sezione di Catania dell'INGV - fonte ufficiale

martedì 27 ottobre 2009

Stromboli Attività e Monitoraggio

L'isola e il vulcano
La vetta più alta di Stromboli (isola) raggiunge l'altezza di 926 m s.l.m. (crateri Vancori), si vede però delledificio solo la "parte emersa dell'iceberg" se si considera che sotto il livello del mare rimane gran parte del vulcano che nasce ad una profondità media di 2000 m sui fondali del Mar Tirreno meridionale. Un immenso vulcano di cui le dimensioni sono paragonabili a quelle dell'Etna.
Avvicinando l'isola da sud, dal mare sembra perfettamente conico, come se la sua base fosse circolare anche se in effetti è trapezoidale. Per tanto, i greci l'hanno battezzato la "rotonda", in greco antico "strongyle" per dare l'attuale nome di Stromboli.

La sua nascità e la sua attività
Nell'antichità era chiamato "faro del Mediterraneo" per l'attività esplosiva perenne e ripetitiva che lo caratterizza.
La sua attività emblematica è detta “attività stromboliana” con una continua emissione di gas e esplosioni frequenti (frequenza media: 2 a 7/ora), col lancio di bombe laviche e di blocchi provenienti dalle pareti del condotto, ad un'altezza che può raggiungere diversi centinai di metri.
E uno dei tipo di attività più unici al mondo assieme all'attività di tipo vulcaniano del cratere della Fossa che rimane sull'isola di Vulcano. L'Unesco ha di recente (nel 2000) riconosciuto all'arcipelago delle Eolie il titolo di patrimonio dell'umanità. Per saperne di più, Unesco.
Il complesso Stromboli nasce in realtà con Strombolicchio 233000 anni fa (dati INGV), oggi neck vulcanico appartenente ad un vecchio edificio ormai spronfondato in mare, di cui la grandezza secondo alcuni sarebbe stata di circa la metà dell'attuale isola di Stromboli.
Vediamo quindi un isolotto che consiste in magma consolidato all'interno del camino vulcanico del vecchio centro eruttivo dello "Stromboli Complex" che resiste ancora agli agenti atmosferici, prima che si spostasse verso SW a formare l'attuale edificio di Stromboli meno di 100000 anni fa. Nei primi 900' (1907-1909) venne costruito un faro sullo scoglio che tutt'ora possiamo ammirare.
Lo "Stromboli recente" invece come viene chiamato il versante interessato dall'attività della "Sciara del Fuoco" è una rientranza della costa NW dell'isola dove è avvenuta circa 5000 anni fa il colasso di un fianco dell’edificio vulcanico. La parola "sciara" viene dall'arabo per significare "strada o cammino" che costituisce la via privileggiata della discesa in mare dei prodotti del vulcano attivo.
Un'attività persistente e spettacolare fa dello Stromboli un'attrazione turistica di primo ordine.

L'isola abitata ai piedi del vulcano
Fino all'eruzione del 1930, dopo la quale la popolazione si ridusse a poche centinaia di persone, l'isola era popolata da più di 4000 persone (che dagli inizi del 700' erano stati invitati dal vescovo di Lipari, che ne decise il ripopolamento per fare fronte ad un problema di famine e carestia sull'isola maggiore)
Nel 1949, il film "Stromboli terra di Dio" di Roberto Rossellini con Ingrid Bergman, che ebbe un grande successo soprattutto all'estero, segnò l'inizio di una nuova era per l'isola abitata; si tornò ad abitarci e un numero cospicuo di visitatori comincò ad affluire per visitare questa realtà singolare.
Con la nascita del turismo di massa, gli antichi terrazzamenti realizzati per consentire le pratiche agricole, diminuirono per lasciare spazio alla costruzione di fabbricati legati allo sfruttamento turistico.
Se si vuole oggi vedere le parti più significative del centro abitato tipicamente eoliano, bisogna camminare oltre alla chiesa di San Vincenzo in direzione NW-N per immergersi in un primo borgo di mare chiamato Ficogrande seguito lungo la costa da Piscità. I forti contrasti tra il bianco delle case e il nero della roccia vulcanica sono aumentati dalla presenza di piante verdi nei giardini delle ville e sulle pendici della montagna.

Monitoraggio e gestione crisi
La collaborazione tra le varie istituzioni contribuisce a fare dello Stromboli un dei vulcani del mondo a rischio meno elavato.
L'INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e l'Università di Firenze comunicano al CFCRV (Centro Funzionale Centrale-Rischio Vulcanico) le variazioni significative rilevate dagli strumenti di monitoraggio dello stato di attività del vulcano. Il COA (Centro Operativo Avanzato) prende le eventuali misure di messa in sicurezza della popolazione locale con l'ausilio del DPC (Dipartimento di Protezione Civile)









Ruolo del COA:
- sorveglianza diretta
- raccolta delle informazioni dai Monitor
- evaluazione e sintesi degli eventi
- attività di management delle operazioni in caso di emergenza
- supporto alla popolazione dell'isola
- controllo della comunicazione radio
- supporto logistico e mass-media
Monitorraggio continuo svolto dalle Istituzioni
Sismico
Geochimico
Stazione video
Per arrivare a Stromboli, conviene volare per l'aeroporto di Catania e poi proseguire fino a Milazzo, porto dal quale si può imbarcare per le Isole Eolie. Esistono altre soluzioni, per saperne di più...

mercoledì 17 giugno 2009

Scosse sull'Etna 16.06.09 alle 16,23


Ieri, il 16.06.09 alle 16.23, si è registrata dall'INGV una scossa di magnitudo 2.6 in diversi comuni etnei ad una profondità di 18,7 km. Pertanto, non ci conoscono danni a persone o cose nei comuni interessati.

Hier, Secteur Etna , secousse magnitude 2.6 à une profondeur de 18,7 km.

Yesterday, Etna area, earthquake 2.6 at a 18,7 km depth.

domenica 5 aprile 2009

Terremoto fra le Marche e l'Emilia Romagna di magnitudo 4,6 Scossa a L'Aquila 3,9

Intorno alle 22,20 di questa sera (5 aprile 2009) una forte scossa di terremoto
è stata avvertita in Emilia Romagna e nelle Marche con epicentro nel Forlivese.
Accertamenti in corso per verificare danni eventuali a persone e cose.
Avvertito in particolare nel Pesarese, a Urbino e anche ad Ancona, oltreché nel Ferrarese e nel Bolognese, nel Cesenate e a Rimini. A Forlì e Cesena alcune persone sono scese in strada. Moltissime le chiamate ai centralini dei pompieri di Pesaro, Urbino, Ancona e Senigallia, dove il sisma è stato avvertito distintamente anche ai primi piani delle abitazioni. Avvertito anche a Trieste. La scossa è stata sentita in varie zone di Trieste, a Muggia (Trieste), Grado (Gorizia) e Lignano (Udine), oltre che ai piani alti di varie località lungo la costa friulana e giuliana. Segnalazioni sono arrivate anche dalla Toscana e dal Veneto. Magnitudo 4,6, profondità 28,2 km.
La Protezione Civile ha reso noto che il sisma ha avuto magnitudo 4.6, con epicentro tra i comuni di Forlì, Forlimpopoli e Castrocaro Terme, in provincia di Forlì, e di Faenza in provincia di Ravenna. Il dato tecnico è dell'INGV.
L'ipocentro è stato individuato a grande profondità: 28,2 km. Proprio per la profondità del sisma, ha spiegato l'ing. Demetrio Egidi, responsabile della Protezione Civile dell'Emilia Romagna, l'area dove è stata avvertita la scossa è stata vasta. Le verifiche della protezione Civile, insieme con Vigili del Fuoco e Prefetture, non segnalano danni a persone o cose. Nelle prossime ore saranno compiuti ulteriori accertamenti alla ricerca di eventuali danni.

Scossa 3,9 a L'Aquila. Panico a L'Aquila per una forte scossa di terremoto avvertita dalla popolazione poco prima delle 23. La scossa secondo i Vigili del Fuoco sarebbe stata di magnitudo 3.9. Molti cittadini hanno abbandonato le abitazioni. Per il momento non si segnalano danni a persone o cose.
Seismic events tonight (5 april 2009) at 10.20 pm between Marche and Emilia Romagna italian regions, magnitude 4,6 and again in L'Aquila with 3,9 intensity.
De fortes secousses se sont senti ce soir (5 avril 2009) à 22.20 entre les Marche et l'Emilia Romagna, régions centre italiennes, d'une magnitude de 4,6 et à L'Aquila de 3,9.

martedì 31 marzo 2009

Analyse des gaz à Stromboli

L'actualité nous rappelle régulièrement toute la beauté mais aussi les dangers potentiels des éruptions volcaniques. Si l'on peut apprécier le spectacle de ces phénomènes naturels parfois violents, on cherche aussi à mieux les prévoir pour protéger les populations avoisinantes et aussi à mieux comprendre leur influence sur l'évolution du climat.
Les éruptions du Stromboli (Italie) se manifestent par des explosions périodiques (~15 mn) qui projettent des fragments de lave fondue à quelques centaines de mètres au-dessus du cratère. Ce type d'explosions, ainsi qualifiées de stromboliennes, sont caractéristiques d'éruptions de nombreux autres volcans dans le monde, dont l’Etna encore récemment. Ce type d’explosions a pour origine la formation de larges poches de gaz par coalescence de petites bulles en profondeur dans le magma, qui remontent rapidement au travers des conduits volcaniques et provoquent une détente explosive à leur arrivée dans l'atmosphère. Jusqu'à présent, la profondeur de formation de ces poches était indirectement estimée à partir de l'analyse de signaux sismiques et acoustiques. L'étude de chercheurs du Laboratoire Pierre Sue (CNRS-CEA, Saclay) et de l’Institut National de Géophysique et Volcanologie d’Italie (INGV, Catane), publiée en juillet 2007 dans Science, a permis de déterminer pour la première fois la profondeur d’origine des explosions du Stromboli.
Analyse des gaz éruptifs avec un spectromètre infrarouge qui a été mis en place pour mesurer la composition chimique complète d’un gaz magmatique (H2O, CO2, SO2, HCl, HF, CO, COS, etc.) à partir des spectres d’absorption par les gaz de la radiation infrarouge émise par la lave. Cette mesure est ainsi faite à distance (donc en sécurité), simultanément pour l'ensemble des composants du gaz et à haute résolution temporelle (toutes les 4 secondes).
Ce dispositif de mesure, bien connu au laboratoire, mais d’application récente sur les volcans actifs, a été installé par nos équipes en l'an 2000 pour surveiller l’Etna. Les premières mesures ont permis de déterminer l’origine de fontaines de lave (colonnes continues de gaz et lave de plusieurs centaines de mètres de hauteur) sur ce volcan.

Au Stromboli, les mesures ont révélé que la composition chimique des poches de gaz explosives diffère fortement de celle des émissions gazeuses calmes entre les explosions.
En modélisant le dégazage du magma, dont les constituants volatils dissous sont étudiés au LPS depuis plusieurs années, les chercheurs ont pu déterminer que les poches de gaz se forment et remontent séparément depuis 3 km sous le cratère, soit depuis la base du volcan à -2000 m sous le niveau de la mer Tyrrhénienne. Cette profondeur est dix fois supérieure aux estimations géophysiques (~250 m), ce qui modifie notablement l’interprétation des explosions et les approches nécessaires pour leur prévision.
Ces recherches montrent tout l’intérêt d’un suivi de la composition des gaz magmatiques par la spectroscopie OP-FTIR pour mieux comprendre les mécanismes de l’activité volcanique explosive en général. Elles ouvrent, en particulier, des perspectives nouvelles pour tenter de prévoir les explosions paroxysmales qui, 2 à 3 fois par an, affectent le Stromboli et constituent un danger majeur pour les touristes, mais aussi … les volcanologues, sans oublier, occasionnellement, les habitants de l’île ! Un meilleur modèle des éruptions tiré de ces données permettra aussi de mieux quantifier les quantités de gaz émises dans l'atmosphère par les volcans et leur rôle potentiel dans les évolutions climatiques.

lunedì 30 marzo 2009

Terremoti Due nuove scosse all'Aquila

(AGI) - L'Aquila, 30 mar. - Prosegue lo sciame sismico nell'aquilano. L'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha infatti registrato due nuove scosse: alle 18.57 di magnitudo 2.3 e alle 19.11 di magnitudo 2.7 sulla scala Richter. In entrambi i casi i comuni prossimi all'epicentro sono L'Aquila, Collimento e Villagrande. Alla Sala situazione Italia della Protezione civile non risultano danni a persone o a cose. Lo sciame sismico era iniziato lo scorso 12 dicembre con le prime scosse e quella di oggi di magnitudo 4.0 e' stata la piu' forte registrata sino ad ora.

Scosse sull'Etna a marzo 09

(sabato 14 marzo 2009)
Una forte scossa di terremoto, che secondo i primi rilievi sarebbe di magnitudo 3.3, è stata registrata nel catanese alle 10.26 dal dipartimento nazionale della Protezione civile. L'epicentro dell'evento, è stato localizzato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sul versante Est dell'Etna, a una profondità di 5,2 chilometri. I Comuni maggiormente interessati dal sisma sono stati Riposto, Milo, Sant' Alfio, Santa Venerina e Zafferana Etnea. Il terremoto è stato avvertito anche nei piani alti di condomini di Catania. Secondo la sala operativa dei vigili del fuoco di Catania non ci sono segnalazioni di danni a cose o persone. Le scuole dei paesi etnei interessati dal terremoto sono state evacuate ma a scopo preventivo. Secondo i carabinieri del comando provinciale di Giarre non si sono registrati danni a cose o a persone.

Brontola lo Stromboli - Vietato l'accesso ai crateri 23.03.09

Brontola lo Stromboli Immediato divieto di accesso ai crateri
(Gianluca Giuffrè-Gazzetta del sud) Il sindaco di Lipari, Mariano Bruno, con apposita ordinanza, ha interdetto l'accesso ai crateri dello Stromboli in seguito all'intensificarsi dell'attività eruttiva del vulcano. Gli strumenti di monitoraggio hanno registrato anomalie e il vice capo Dipartimento della Protezione Civile - Area Tecnico Operativa -, prof. Bernardo De Bernardinis, ha informato il sindaco con una nota dell'Ufficio previsione, valutazione, prevenzione e mitigazione dei rischi naturali. De Bernardinis ha segnalato una situazione di forte criticità dell'attività dello Stromboli.Sono state quindi subito sospese tutte le attività escursionistiche fino a nuove e comunicazioni del Dipartimento di Protezione civile. Da ieri pomeriggio, per far rispettare l'ordinanza, sono stati istituiti posti di blocco dei carabinieri, lungo i sentieri d'accesso ai crateri. Il Dipartimento della Protezione civile ha comunque rassicurato abitanti e turisti che il divieto d'accesso ai crateri sommitali è a scopo precauzionale. Numerosi gli escursionisti che ieri sera non hanno potuto scalare il vulcano, in particolare si tratta di gruppi organizzati di tedeschi e francesi. L'alternativa, per tutti, guide comprese, è stata di vedere le spettacolari eruzioni dall'osservatorio di Punta La Bronzo. Un po' di preoccupazione si è registrata sul versante di Ginostra ( il più colpito dalle recenti esplosioni) dove dallo scorso novembre, a causa dei danni riportati in seguito a una mareggiata, è fuori uso il pontile. "L'approdo non è efficiente e le luci notturne così come il faro sono guaste - ha affermato Riccardo Lo Schiavo, delegato dell'associazione Marevivo di Stromboli - come potrebbero mai essere evacuati gli abitanti di Ginostra in caso di emergenza ? "Intanto, questa mattina, sull'isola, giungeranno vulcanologi ed esperti dell'Ingv per studiare meglio i fenomeni eruttivi del vulcano andescenti che mettono a rischio la presenza di escursionisti fino a 400 metri d'altezza.

Secondo l'INGV - ISTITUTO NAZIONALE DI GEOFISICA E VULCANOLOGIA MONITORAGGIO SISMICO DELLO STROMBOLI
COMUNICATO DEL 24/3/2009

Questo comunicato è relativo all’analisi dei segnali sismici, effettuata presso la sala di monitoraggio della sezione INGV di Napoli (Osservatorio Vesuviano), dove sono centralizzati i segnali della rete sismica a larga banda che opera sullo Stromboli.Attualmente sono acquisiti i dati dalle 13 stazioni che compongono la rete. L’attività sismica registrata nelle ultime 24h ha presentato le seguenti caratteristiche (tempi GMT): L’analisi dei sismogrammi non ha evidenziato segnali sismici associabili ad eventi franosi. L’ampiezza del tremore è generalmente su valori medio-alti. Il conteggio degli eventi Very Long Period (VLP) fornisce un valore di circa 19 eventi/ora. L’ampiezza dei segnali VLP è generalmente su valori medio-bassi. La localizzazione della sorgente dei segnali VLP mediante analisi della semblance non mostravariazioni sostanziali.I parametri di polarizzazione del segnale sismico nella banda di frequenza VLP non mostranovariazioni sostanziali. L’ampiezza degli explosion-quakes oscilla tra valori medio-bassi e medio-alti.
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Libri

  • Campi Flegrei - Lisetta Giacomelli e Roberto Scandone - Liguori Editore 1992
  • Conoscere l'Etna Guida ai percorsi del parco regionale - Giuseppe Riggio e Giuseppe Vitali - Sellerio Editore 1987
  • Etna Storia di un vulcano - Pietro Nicolosi - Tringale Editore 1983
  • Guida naturalistica alle Isole Eolie - Pietro Lo Cascio e Enrico Navarra - L'Epos 2003
  • Intorno al Vesuvio - Lisetta Giacomelli - Liguori Editore 2008
  • Le città attorno al vulcano Guida ai comuni del parco dell'Etna - Ezio Costanzo e Tiziana Guerrera - Broker Services Edizioni 1996
  • Nel regno di Eolo Viaggio alle Isole Eolie in 100 ore - Adolf Freiherr von Pereira - Edizione del Centro Studi 2002
  • Parco dell'Etna - Francesco Alaimo - Fabio Orlando Editore 2002
  • Piante e fiori dell'Etna - Emilia Poli Marchese - Sellerio Editore 2003
  • Vulcani d'Italia - Lisetta Giacomelli e Roberto Scandone - Liguori Editore 2007
  • Vulcani e Eruzioni - Edizioni Pitagora 2002

Readers

Grazie della visita, A presto!

Thank you for visiting, See you soon!

Tell me something about your beloved volcanoes and send me your own material to post.
franckgreco@yahoo.it
Franck